Ottobre – La paura dei grilli

Appuntamento h: 15:30, a casa mia. Prima intervista della mia vita. Due ragazze, che conosco, ma comunque un minimo di imbarazzo arriva.

Sistemo casa un pò alla meglio, lavo le stoviglie sistemo la sala, giusto per non fare brutta figura. Due ragazze ci fanno caso a questo.

Mi ero preparato per l’intervista, senza sapere come si facesse. In ogni caso, h:15:30 spaccate, messaggio di Giulia: “siamo qui sotto!”.

Apro, salgono le scale. Nessun segno di imbarazzo per nessuno. Entrano, chiedo cosa desiderano da bere…Niente! Neanche un caffè? Niente caffeina per più di 1 ora di intervista.

Divano, Chitarra acustica, Jeff Buckley, qualche plettro, un capotasto, action-cam (spenta), libro, tutto sul tavolino, le immancabili cuffione e si inizia.

 

 

IL MATTA: Partiamo dalle domande di rito? Il nome della band?
ALESSIA: Questa è una domanda a cui non sappiamo rispondere (ride)
GIULIA: In realtà cercare un nome per la band sembra la cosa più semplice  del mondo ed invece , ci metti di più che a scrivere i pezzi. Ottobre è tutto quello che può evocare la parola ottobre come emozioni… e poi pensavamo a qualcosa che potesse legare tutti i componenti della band e visto che siamo nate tutte ad Ottobre…OTTOBRE!
ALE: Quei temi caldi, quel calore…arriva l’inverno quindi uno si raccoglie per stare insieme

IL_MAT: La line-up da chi è formata?
ALE: Attualmente siamo noi due…
GIU: Come sperimentazione siamo partite in tre, la cosa fondamentale era quella di unire voci a strumenti  base come chitarra, synth e percussioni.
ALE: Un set-up molto minimale, i primi live eravamo in tre, poi Caterina è uscita dal gruppo.
GIU: Tutt’ora stiamo pensando come settare il gruppo.

IL_MAT: io vi ho conosciute che facevate parte di un altro gruppo, totalmente diverso per genere, siete passate dall’indie rock ad una versione prettamente acustica, come mai questa scelta?
ALE: E’ in realta è partito tutto da lei (indica Giulia), le canzoni e i testi sono le sue, che poi sono le quattro che trovi nell’EP.
GIU: L’esigenza di scrivere è nata fondamentalmente dal fatto che eravamo in un periodo di stallo, non avevamo un gruppo e io avevo queste canzoni nel cassetto. Però non essendo una cantante ma più una musicista e avendo lei (Alessia) come punto di riferimento per il canto ci siamo incontrate.

IL_MAT: Giulia scrivi te i testi?
GIU: Si, ma anche Alessia ha del suo materiale che stiamo valutando.
ALE: il progetto comunque si basa sull’arrangiamento comune dei testi di Giulia. Poi ci sono anche delle cover…
IL_MAT: Però sul canale Youtube non ci sono le cover giusto?
ALE: No, non ci sono.
IL_MAT: Comunque vi seguo anche su Spotify!
ALE & GIU: Wow!! (Ridono)

IL_MAT: L’esigenza di scrivere questi pezzi nasce solo da una stasi dal punto di vista artistico o dovuta ad una periodo particolare?
GIU: In realtà è proprio un mio bisogno di esprimermi aldilà della musica, aldilà di tutto.
IL_MAT: Qual’ è il contributo che ti da Alessia nella fase della composizione di un brano?
GIU: Lei mi aiuta sicuramente con la linea melodica della voce, io provo ad incastrare più metricamente le parole in un pezzo, lei ha molti spunti creativi nelle melodie.

IL_MAT: Quando vi siete formati come gruppo?
ALE: L’idea è nata agli inizi del 2016, e il progetto ha preso forma a Marzo.
IL_MAT: quindi non ad Ottobre?
ALE: No, no! Però ad Ottobre è uscito il nostro EP con il video!

IL_MAT: Il titolo dell’EP è “ la paura dei grilli”… (ridono entrambe). Di cosa hanno paura questi grilli?
ALE: No No… siamo noi che abbiamo paura. In realtà abbiamo cercato di incanalare tutte le nostre paure in una sua unica paura infantile. Giulia da bambina aveva paura dei grilli!
GIU: Eh si, perché da piccola sentivo il frinire dei grilli, ma non li avevo ancora visti e me li immaginavo che fossero delle cose giganti.

 

 

…in realtà abbiamo cercato di incanalare tutte le nostre paure in una sua unica paura infantile…

 

 

IL_MAT: Quindi se da piccola di regalavano il “grillo parlante” (gioco ndr), era il terrore!!
GIU: (ride) eh si infatti. Poi quando ho scoperto che erano piccoli, è stato un sollievo. L’abbiamo utilizzato anche perché rispecchia i brani, è un punto di vista, di come vedi le cose. Da piccola vedevo le cose ingigantite e invece poi non erano cosi.
IL_MAT: In realtà però a volte capita che da bambino pensi che sia tutto bello, ed invece la realtà non è sempre cosi?
GIU: in ogni caso è un modo di mettere in guardia. A volte quello che immagini non è come pensi a prescindere, sia in positivo che in negativo.
IL_MAT: Comunque in Guardia!
GIU: Eh si.

IL_MAT: Nel brano “ Le facce” di cui avete fatto anche il video, dici: “ scegliere la soluzione giusta è una fatica immensa”…
GIU: E’ una condizione sempre difficile scegliere, in questo caso il contesto è riferito a vivere le serate con gli amici, all’ubriacarsi…
IL_MAT:  infatti dici anche “ se servono scuse per sentirsi bene, allora preferisco bere…e affogarmi dentro”
GIU:  Questo infatti è  al limite del ridicolo, è come una provocazione. Come a dire, bisogna sempre ubriacarsi per divertirsi?
IL_MAT: A volte c’è chi beve per dover sopportare la fatica di fare delle scelte importanti?!
GIU: Si, ma io la intendevo in un altro modo. Secondo me era un modo per dire che anche se stai in un posto triste, trovare il pretesto giusto per fare una serata al di fuori dell’ubriacarsi.
IL_MAT: Ma questo posto triste è dove vivi è questa città?
GIU: In realtà non è cosi! Il pezzo l’ho scritto dopo una serata a Roma mentre ascoltavamo “il Branco”, dove intorno a me erano tutti ubriachi e da quelle sensazioni ho preso quel contesto di riferimento, nell’esigenza di scriverle.

IL_MAT: Prima di tornare all’EP? Se doveste classificare il vostro gruppo, a quale genere farebbe parte?
ALE: Bhè credo che il più appropriato sia il Pop-Folk, cantautorato.

IL_MAT: Tornando all’EP, In Alice “ libero dall’obbligo di dire sempre si!”…
GIU: Il fatto di stare in una determinata condizione, e non avere il coraggio di prendere in mano la situazione e tirarti fuori. Oppure anche al fatto delle regole della società stessa, e sei obbligato a volte per pigrizia o inerzia a dire sempre si.

ALE: Il senso che mi arriva ogni volta che canto quella canzone è quello di spogliarsi dei canoni, dalle abitudini. É libertà! La prima parola del brano non a caso è “LIBERI”.
GIU: Tante volte è più quello che costruisci intorno ad un pensiero ad una situazione, che poi quello che c’è dietro. Ti complichi la vita, ma in realtà l’essenza è più semplice.

 

 

…tante volte è più quello che costruisci intorno ad un pensiero ad una situazione, che poi quello che c’è dietro. Ti complichi la vita, ma in realtà l’essenza è più semplice…

 

 

IL_MAT: Ovviamente in questo pezzo si fa riferimento anche ad Alice del “Alice nel paese delle meraviglie”?
GIU: in realtà un pò in tutto l’EP!

IL_MAT: Perchè la storia di “Alice nel paese delle meraviglie”?
GIU: in quel periodo che ho scritto i testi, stavo leggendo questo libro, e io ho dato una mia interpretazione e l’ho riportato nelle canzoni. A me interessa molto questo contrasto tra realtà e apparenza. Alice aveva il suo mondo e il mondo reale.

IL_MAT: Il coniglio rosso incazzato? Chi è?
GIU: E’ uno che ti viene a spronare (ride). E’ come un’apparizione che ti vuole spronare a vivere al di fuori delle regole, libero.
IL_MAT: E’ una sorta di coscienza?
ALE: Si!

IL_MAT: Su unicorno ho trovato molta difficoltà a trovare un senso…
ALE: Dicci un po’ Giulia come hai scritto questo testo? (ride)
GIU: Questo è uno di quei pezzi che ho scritto tutto di un fiato e che ho riflettuto dopo averlo scritto. Poi ci sono delle metafore… Comunque è sempre collegato ad un mondo reale e un mondo apparente. A volte ti danno delle colpe che magari non sono tue per come può apparire fuori. Magari te le dai tu stesso. Oppure tutti ti incolpano, e alla fine ti senti di essere in colpa anche se realmente non lo sei.
IL_MAT: Questo mi fa pensare che la massa può condizionarci. Possiamo credere delle cose, se in tanti ce lo dicono.
ALE: Io invece all’inizio l’avevo interpretata come se l’unicorno fosse tipo il simbolo dell’immaginazione da bambino, poi raggiunta una certa età quella fantasia l’ho uccisa, l’ho sotterrata e l’ho persa.

 

 

…come se l’unicorno fosse tipo il simbolo dell’immaginazione da bambino, poi raggiunta una certa età quella fantasia l’ho uccisa, l’ho sotterrata e l’ho persa…

 

 

IL_MAT: Cosimo? Un altro personaggio inventato?
GIU: Cosimo è ripreso dal “barone rampante” di Calvino. Ovviamente reinterpretato. Io Calvino ce l’ho nel cuore. Mi aveva molto affascinato questo personaggio che viveva sugli alberi, fuori dalla società perché non gli piaceva, fuori dalle regole. Si arrampica in cerca di un contatto per non sentirsi solo (Alice nello specchio ndr).
ALE: Certo è difficile da spiegare all’esterno, è anche molto personale come brano.

IL_MAT: Prossime date?
GIU: 21 gennaio 2017 a Narni.

IL_MAT: Prossimi progetti?
ALE: Ora come ora ci stiamo concentrando principalmente sui Live.
IL_MAT: Nei live proponete solo quattro pezzi dell’EP?
ALE: No no. Abbiamo anche altri pezzi sempre nostri.
GIU: Comunque il nostro obbiettivo principale è suonare, proprio per un ritorno emozionale. Peccato che non c’è molta disponibilità per suonare qui da noi.
ALE: Infatti l’intenzione é quella di spostarsi più nella scena romana, perché semplicemente c’è molta più opportunità di suonare. C’è molta più possibilità di confrontarsi con altri artisti.

IL_MAT: A chi dedicate questo EP?

GIU: Bhè sicuramente dobbiamo ringraziare Nicola Pressi, leggendo i testi li ha ritenuti ottimi  e ci ha spronato a  non rimanere immobili, e creare questo gruppo.

IL_MAT: Grazie per la vostra disponibilità, un’ultima domanda…la prossima volta un caffè lo prendete?

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