Majakovich

“…è Majakovich, Punto e basta.” 

La notizia non è fresca, proprio per questo è importante. Majakovich non è una moda, sono un nutrimento acustico da assimilare piano piano. Una volta in circolo: è dipendenza.

La notizia non è fresca è da un pezzo che i Majakovich hanno vinto il Jack on Tour 2011. Ormai è passato un bel po’ di tempo da quando questo trio è stato sulla Route 66 con gli Afterhours. A me non interessa, proprio per questo, solo ora ho deciso di ascoltarli, di informarmi con cura, dopo che l’effetto di un loro live mi creasse dipendenza da suono.

I Majakovich si definiscono così:

“Majakovich è un trio. A volte un duo. Majakovich non sa bene l’inglese ma si adopererà per impararlo. Majakovich non sa fotografare e non credo voglia impararlo. Majakovich tende al partenopeo perchè convinto dell’assoluta potenza della Napulè’essong! I’love you but a chose majakovich. Due majakovich su tre sanno cucinare. Un majakovich su tre potrebbe costruirsi la casa da solo. Due majakovich su tre si devono fidare. Un majakovich su tre è irrimediabilmente bello. Tre majakovich su tre sono amanti di donne altrui. majakovich è squisitamente eterosessuale. majakovich è campione mondiale 2007 di tiro alla fune. majakovich è pizza, mafia e mandolino. majakovich è assolutamente majakovich. majakovich viene da esperienze precedenti. Nasce poco oltre la metà esatta del 2006.”

La line-up è composta da Francesco Sciamannini (Voce, Chitarra), Francesco Pinzaglia (Basso) e Giovanni Natalini (Batteria).

In questi giorni di relax, mi sono dedicato a loro, ascoltando pezzi on-line, interviste e recensioni. Di materiale già ce n’è molto, perché allora scrivere qualcosa? Solo per il piacere di ascoltare, di esprimere quello che i Majakovich riescono a graffiare e a tirar via.

Sono stati considerati come il gruppo tra oltre 500 bands che in questo momento è più a fuoco, i più maturi, i più vicini a esprimere le proprie emozioni. Forse proprio per questo che l’artista è più vicino all’ascoltatore. Vengono ancora definiti come un gruppo che ha un germe di follia, attitudine e arroganza, da vero rocker. Solo qualche settimana fa ho avuto il piacere di ascoltare i Majakovich dal vivo (Ephebia 2012), quello è stato solo l’inizio di un contagio.

La loro esibizione è stata eccellente, nulla da invidiare ad una head line. Sound ben preciso, Basse vibrazioni che ti spostano dal sotto palco, volumi alti senza infastidire. Voce eccellente, percussioni fantastiche e gran botta. “1-2-3-stella”

Solo qualche giorno dopo mi resi conto che i Majakovich erano in circolo nel mio corpo e nelle mie orecchie. Non trovando il loro ultimo lavoro “Man is a political animal by nature” (2010), in uno dei negozi più riforniti della mia città. L’astinenza ha portato a contattare direttamente Giangi (Giovanni Natalini), per avere direttamente il cd. Il sound Majakovich non è da accostare a qualcuno. Majakovich è Majakovich, punto e basta.

Sound graffiante, pulito nello sporco. Le tracce dei lavori riescono ad essere, scure al limite del reale, introspettive e romantiche, come un fumetto di Dylan Dog. Ho ascoltato le tracce di entrambi i lavori del trio, “Songs for Pigs” (2009) e appunto “Man is a political animal by nature”. Ho trovato nei due lavori delle differenze, come se la sperimentazione sia evoluta nel tempo. I Majakovich sono un treno, sempre sugli stessi binari ma acquisendo colori e sfumature mano a mano che i chilometri passano. Concludo ringraziando direttamente Shlishlo Fratasky, “il mentore” dei Majakovich, senza di lui non mi sarei mai ammalato.

CONTATTI:

http://www.facebook.com/majakovich

http://www.myspace.com/majakovichterzet

http://www.metrodorapromotions.com/

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