Outback – l’incostanza di un momento

“There is only one thing in the world worse than being talked about, and that is not being talked about”.

The Picture of Dorian Gray – Oscar Wilde

 

Per qualcuno sono bravi, per altri molto di più, per altri sono spocchiosi, per altri fuori di testa. Però degli Outback se ne parla, e anche molto. Gli Outback sono una di quelle band che non ti spieghi come ancora non sia diventata famosa. Fondata nel 2006 dopo alcuni rimpasti di formazione è composta da:

Gianluca Pantaleo (voce e chitarra)

Gabriele “Panda” Raggi (Basso)

Francesco “Franco” Nesta (chitarra solista)

Eugenio della mora (batteria)

Diciamo che questa recensione più che essermi stata assegnata, me la sono rubata. Forse sarà il fato, ma scrivere questa recensione mentre rimanevo bloccato nella neve per 12 ore mi pare abbastanza “incostante come momento”.

Mi sbilancerò ma questo EP mi pare un vero e proprio capolavoro, quasi emergente.

Il “quasi” è per sottolineare che le tracce sono molto ricercate, lavorate nei particolari, smussate al punto giusto, figlie di un design perfetto e moderno. I suoni si mescolano in modo equilibrato, quasi come un Long Island Ice Tea, composto da molti ingredienti, il cui risultato è perfetto.  La teoria olistica è una corrente filosofica che basa la propria idea sul concetto che la proprietà di un sistema non possono essere spiegate esclusivamente tramite le sue componenti.

Cosi gli Outback come un organismo biologico, in quanto essere vivente, va considerato come unità-totalità non esprimibile con l’insieme delle parti che la costituiscono. Questo per dire che gli Outback presi singolarmente sono una forza della natura, ma la loro potenza è la band nella sua totalità, nel sound out.

Tornando al disco, l’altro giorno appunto nelle famose 12 ore di treno bloccato ho fatto ascoltare l’EP ad una mia amica perugina. Senza esser stati annunciati, la mia amica credeva che fossero una band affermata. (questa è la famosa prova del nove)

Il disco in uscita nelle prossime settimane in “farmacia” (scaffale buona musica per la salute) è composto da nove tracce.

L’incostanza di un momento (track1) che da il nome all’EP e piena di una carica nostalgica e graffiante. Better way (track2) è una delle mie preferite caratterizzata da un giro di basso che mi fa gridare : “ Panda ti voglio bene”.

Liquido (track3) è un’altra traccia insieme a l’incostanza di un momento, promossa on Youtube comprese di music video. L’ostacolo (track4), mi arriva stimolando l’incudine e il martello del mio orecchio, grazie ai riff ricercati di Franco. Il drum potente, mai semplice, di Eugenio e la voce cattiva e struggente fanno dell’incostanza di un momento un grande EP di musica rock-alternative italiana.

Le altre tracce comprese nell’EP sono Pink Panter March(track5)Il rischio (track6)la svolta nel nulla (track7)O.C. (track8), latraccia numero nove invece è una sorpresa doppia che non voglio svelare.

Concludo dicendo che la musica emergente merita sempre più attenzione, gli Outback hanno la mia parola: “il disco anche se me lo regalate, io me lo compro.”

 

http://www.facebook.com/outbackrock

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