Cafè Desordre

Andrea Felis e Matteo Del Basso si uniscono per uno spettacolo concettuale nella loro Verona. Readings, canto, improvvisazioni. Aggiungono un contrabbassista, lo permutano per l’ attuale batterista Luca Venturini, dando al loro prodotto il formato da asporto che possiamo ascoltare oggi anche fuori dalla città di Romeo e Giulietta.
Le fughe jazz e gli echi balcanici di pezzi come “Il Circo” sono una parte dei risultati di questa particolare formazione. Contaminazioni e libertà espressiva, la capacità di far spuntare assoli in pezzi in cui non ti aspetteresti di trovarne.
Far scorrere il loro album è come mischiare un mazzo di tarocchi di deandreiana memoria. Scorrono “Il Matto”, “L’ Alchimista”, “Lo Yeti” ed altri bizzarri arcani con il loro mistero di musica tarantolata e storie da bar fumoso.
Lo stile, l’ abilità e la personalità di questo gruppo vengono supportate per buona parte dell’ esperienza da testi all’ altezza e buona ispirazione nelle dinamiche musicali. Quando questi ultimi due calano ascoltiamo strofe di minore impatto, a volte un po’ sciatte, e veniamo colpiti dalla sensazione di ritrovarci in luoghi musicali appena attraversati. Nel resto dell’ esperienza i Cafè Desordre colpiscono con un buon lavoro e promettono meraviglie live.

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